Laboratori Didattici

Quando si parla di produzione sonora per i bambini, si sottolinea che la “voce” e “tutto il corpo”sono gli strumenti più naturali e immediati che gli uomini hanno a disposizione per produrre suoni.

E’ importante raccordare l’attività musicale ad altre esperienze conoscitive ed espressive, favorendo al massimo i processi creativi.

Per cui si devono creare, ove possibile, i collegamenti con le altre aree educative.

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1998 Mani Mani Laboratorio di Costruzione di maschere con materale di riciclo

1993 Dams di Bologna, concerto di musica con Plastica e materiale riciclato composto e diretto da A. Testa

Laboratori

  • LABORATORIO: COSTRUZIONE DI MASCHERE CON MATERIALI DI RICICLO

    “MANI MANI”

    Mani – Mani è un laboratorio di costruzione di maschere con materiale riciclato per bambini della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria.

    La teatralità delle maschere animate, la musica creata insieme ai gesti e alle parole prendono vita in racconti fantastici.

    Gli obbiettivi dell’attività sono sviluppare la manualità, l’attenzione, la percezione e la propria creatività.

    Costruiremo maschere con carta colorata, bottoni, tappi, fili di lana e per scooby-doo, cartone, scatole, bottiglie, qualsiasi tipo di contenitore, stoffa e tanti altri materiali.

    Le maschere costruite verranno indossate e inserite in un contesto musico – teatrale.

    Destinatari: Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria.

    Spazio: Classe Massimo 20 Bambini

    Insegnante: Antonio Testa

  • Re-Cycle Orkestra

    Costruzione e uso di semplici strumenti musicali, utilizzando materiale riciclato e naturale.

    Quando si parla di produzione sonora per i bambini, si sottolinea che la “voce” e “tutto il corpo”sono gli strumenti più naturali e immediati che gli uomini hanno a disposizione per produrre suoni.

    E’ importante raccordare l’attività musicale ad altre esperienze conoscitive ed espressive, favorendo al massimo i processi creativi.

    Per cui si devono creare, ove possibile, i collegamenti con le altre aree educative.

    In questo caso la ricerca dei materiali riciclati aiuta il bambino ad avvicinarsi e rispettare la natura, a discriminare gli oggetti, sviluppare la creatività e la manipolazione, esplorando i materiali di diverse forme per costruire strumenti archetipi. 

    Attraverso l’uso dei materiali e la fantasia, il bambino ottiene un suono più o meno intonabile, sperimentando ed analizzando i diversi suoni e timbri ricavabili dalla percussione di oggetti (metallici, plastica, carta e cartoni, di legno, pietra ecc.), essi eseguiranno semplici brani e sonorizzazioni di ambienti naturali.

    Concerto per carta e cartoni, plastica, metalli e natura.

    • I    Incontro: Parametri del suono (giochi  musicali)
    • II   Incontro: Conoscenza e presentazione di alcuni strumenti musicali naturali
    • III Incontro: Costruzione di strumenti (metalli, plastica, carta)
    • IV Incontro: Costruzione di strumenti con ( pietre, foglie, legni, semi, bambù)
    • V  Incontro:  Verifica e analisi del lavoro svolto. (Musica d’insieme)
  • Il paesaggio sonoro circostante

    Una passeggiata ad orecchie ben aperte può riservarci molte sorprese se solo proviamo a prestare attenzione a tutti quei suoni e quei rumori che ci circondano in ogni momento.

    Potremo “osservare” l’ambiente sonoro che spesso per disattenzione o disabitudine quasi ignoriamo, o di cui ci rendiamo conto soltanto se è particolarmente fastidioso e caotico.

    Può essere il primo passo per avvicinarci e comprendere quanti suoni (naturali, artificiali, piacevoli, sgradevoli, evocativi) possiamo ascoltare.

    Questi suoni ci appartengono e ci circondano in ogni momento e, al tempo stesso, ci possono aiutare a riscoprire il valore del silenzio.

    Può nascere così la curiosità di analizzare i suoni più da vicino.

    Possiamo registrarli, riprodurli, organizzarli in seguenza, sovrapporli, cercare oggetti e strumenti che producano sonorità particolari, scoprire come suona il nostro corpo e le sonorità della nostra voce.

    Si tratta di un gioco semplice ed appassionante, alla portata di tutti.

    Murray Shafer, compositore e ricercatore di paesaggi sonori, sostiene che: “….occorre immaginare nuovi medoti di educazione del pubblico per sensibilizzarlo sull’importanza dell’ambiente sonoro.

    Per giungere infine alla domanda fondamentale: il paesaggio sonoro del mondo è una composizione indeterminata sulla quale non possediamo alcuna possibilità di controllo oppure siamo noi stessi i compositori ed esecutori, siamo noi i responsabili della sua forma e della sua bellezza?..

    Allora da dove occorrerà partire per educare alla scoperta del paesaggio sonoro se non dalle scuole attraverso attività di ricerca, attraverso il giocare con i suoni e sulle sue funzioni comunicative ed esspressive.

    E non sarà necessario almeno inizialmente, ricercare paesaggi sonori straordinari, ma sarà sufficiente partire dai luoghi in cui i bambini stessi vivono: la casa, l’aula scolastica, il quartiere….

    Questi luoghi sono utilizzabili come laboratori aperti, ricchi di oggetti che suonano, ma una parte fondamentale l’abbiamo anche noi stessi, come produttori volontari e involontari di suoni.

    Obiettivi: Ricerca del suono e del paesaggio sonoro, da sviluppare attraverso giochi di “composizione”, organizzazione e simbolizzazione del suono.

    L’attività si configura come esperienza di base, riproponibile in ambienti diversi e più ricchi di stimoli sonori.

    I incontro: Parametri del suono

    II incontro: Parametri del suono e utilizzo degli strumenti

    III incontro: Ascolto ed analisi delle riflessioni effettuate del paesaggio sonoro

    IV e V incontro: Ipotesi di mappa sonora del luogo dove sono state effettuate le registrazioni con un percorso stabilito.

    1. Durata: 5 incontri di 2 ore ciascuno.                          
    2. Destinatari: Adulti o Adolescenti secondo ciclo suola Primaria e Secondaria.
    3. Osservazioni: n° massimo di partecipanti : 20 persone. Portare abbigliamento comodo, registratore,fogli e pennarelli
    4. Spazio: aula

    Docenti: Massimo Dall’omo e Antonio Testa